vibrazioni astrali, schegge di pensiero, nicola convertino
05 Mar

LA STREGONERIA HA CAMMINATO DI PARI PASSO CON LE LIBERTA’ DEGLI ESSERI UMANI

Il XVIII secolo è stato il periodo in cui la Stregoneria ha portato a termine la sua opera di trasformazione, il periodo delle rivalse verso una Chiesa che con l’Inquisizione aveva commesso le più atroci nefandezze.

In questo secolo ci fu per tutta l’umanità un vero e proprio risveglio sociale, parliamo sia di politica sia di filosofia, e la Stregoneria è la sorella che sta in un angolo, ma che suggerisce tutte le battute a quelli che furono i padri di questo rinnovamento, soprattutto per quanto riguarda la Rivoluzione Francese.

Però proviamo a ripercorrere alcune tappe importanti di questo secolo, dove l’uomo proclama il diritto di crearsi un futuro fatto di libertà ed uguaglianza contro una Chiesa che ha basato la sua esistenza mettendolo sempre in ginocchio i suoi fedeli, e questo in nome di un Dio abbastanza feroce, il Dio della Bibbia, che se rileggiamo bene è crudele, un Dio che a Sodoma e Gomorra è stato senza pietà, quella pietà che tanto è stata decantata nel corso dei secoli. Gli esseri umani in questo periodo reclamano il loro diritto all’esistenza e il consequenziale diritto di determinare la propria esistenza.

Gli Stregoni nati dalla distruzione del Paganesimo ora possono ricostruire il Paganesimo, anche perché ora non si viene più bruciati perché si leggono le carte o perchè si ascoltano le fonti o perché ci si fa trasportare dal sussurro del bosco. In questo secolo ci furono 4 fenomeni sociali, politici e umani e furono:
- La Rivoluzione Americana, con la relativa proclamazione d’indipendenza dell’America
- Il primo Sindacato operaio in Inghilterra
- L’abolizione della schiavitù in Austria
- La Rivoluzione Francese.

Con l’Indipendenza Americana (1776) per la prima volta nella storia un paese colonizzato si ribella ad un colonizzatore, dandosi una struttura giuridica. Purtroppo questo paese appena nato si macchierà delle prime atrocità, massacrando gli Indiani e abolendo per ultimi la schiavitù e il razzismo, anche se oggi questa nazione è un vero e proprio baluardo della libertà. Dopo quest’avvenimento Simon Bolivar distruggerà il colonialismo in America Latina.
Sempre nel 1776 abbiamo la fondazione del primo sindacato operaio in Inghilterra. Per la prima volta i più deboli rivendicano i loro diritti nei confronti dei più forti, la costituzione di questo sindacato è la determinazione del diritto all’esistenza del più debole davanti al più forte, e in questo caso la Chiesa Cattolica ingaggerà un’ultima e inutile gran lotta per distruggere la determinazione degli operai salariati.

Per la Chiesa, gli operai salariati devono supplicare, non rivendicare, mentre per la Stregoneria, gli esseri devono rivendicare. Il terzo fatto importante di questo secolo è l’abolizione della schiavitù.

Il Cristianesimo ha passato 1600 anni ad affermare l’abolizione della schiavitù, ma in realtà non ha fatto nulla per tale abolizione, Seneca aveva elaborato diversi scritti per l’abolizione della schiavitù, ma il Cristianesimo ne ha interrotto il processo, permettendone l’esistenza e aggravandola con il razzismo che ha apertamente fomentato per anni, ricordiamo l’odio antiebraico del Cristianesimo e “..contro quei pezzenti indiani e cinesi” (”è vietato l’accesso ai cani e ai cinesi, si leggeva).

L’Austria è il primo paese che abolisce in concreto la schiavitù, ciò, in un primo tempo, aggravò la miseria nei paesi del terzo mondo, dove la schiavitù era un commercio fiorente, il tutto spalleggiato dai missionari cristiani che permettevano agli eserciti la razzia degli schiavi. Ironia della sorte c’erano eserciti con soldati cristiani, asserviti a nazioni che facevano del Cristianesimo la religione di stato.

L’ultimo paese ad abolire la schiavitù fu il Brasile, anche se in tempi più quasi recenti in alcune nazioni ancora persiste tale barbarie, parliamo dell’Arabia, Etiopia e nel Tibet. Arriviamo al quarto e più importante evento di questo secolo: La Rivoluzione Francese. Le motivazioni che la determinano sono molteplici ma quello che ci interessa in questo contesto è la componente “magica”.

Qui abbiamo l’esplosione della determinazione soggettiva dei più deboli e delle classi sociali più basse. In questo frangente la Chiesa vive uno dei momenti più drammatici della sua storia, il Clero è il nemico più accanito della Rivoluzione Francese, esso non si oppone alla sostituzione della nobiltà con la borghesia, questo ormai era nell’ordine delle cose, ma non tollera i principi ispiratori della Rivoluzione stessa.

Uguaglianza, Fraternità e libertà sono dei principi assurdi per la Chiesa. La libertà per la Chiesa è quella della propria attività di mettere in ginocchio gli Esseri Umani di fronte al Cristo di Nazareth, l’uguaglianza fra gli uomini non va bene salvo che non riguardi gli schiavi sottoposti al padrone.

La Rivoluzione Francese imporrà questi principi agli stati sociali più forti, ossia al Clero e alla Nobiltà, non hai poveri. Tali principi vengono imposti tagliando teste di nobili e appartenenti al Clero, quelli stessi che trafficavano in carne umana quando detenevano il potere.

I filosofi sono la dinamite di questo periodo, cioè coloro che infiammano gli animi e che dopo aver distrutto ogni vecchio pensiero ne ripropongono uno nuovo nato dalle ceneri di quello vecchio , un’Araba Fenice a forma di cervello pulsante.

Voltaire fu uno di questi, uno dei filosofi che gettò le basi della Rivoluzione, con le sue commedie diffonde il pensiero a strati sempre più ampi della popolazione francese, nelle sue rappresentazioni assistono migliaia di persone, che sentono e discutono di cose diverse dalle prediche dei parroci dal pulpito.

I roghi innalzati dai cattolici al loro Dio assoluto, sui quali bruciare gli adoratori della speranza e libertà, verranno a poco a poco spenti.

La Rivoluzione Francese fa divenire divino l’essere umano stesso, ormai libero dal giogo dell’orrore cattolico, egli acquisisce la libertà di percepire e considerare i bisogni, i desideri e i sentimenti di chi viene massacrato sui roghi o di chi è stato massacrato a Sodomia e Gomorra. Anche David Hume mise le basi per la Rivoluzione, però attraverso la giurisprudenza, la sua filosofia influenzò direttamente il sistema giuridico.

Dal punto di vista puramente concettuale Hume affermava che non esiste una giustificazione per la quale gli esseri umani debbano credere in un Dio creatore, tale credenza deriva da sentimenti di paura e speranza, radicati da sempre nella natura umana. Hume afferma che il concetto di Dio non è altro che violenza, attraverso la quale si costringono gli uomini al condizionamento educazionale.

Il filosofo più pazzo fu però Jean Jacques Rousseau, che invece di dinamite era probabilmente una bomba atomica, sia per la sua vita al cardiopalma che per le sue idee che hanno infiammato gli animi di quel particolare momento storico.

Egli ripristinò il concetto di natura come se fosse un vero e proprio essere vivente, come una vita in trasformazione continua che si manifesta nell’uomo con l’istinto e il sentimento. Ma quello che ci potrebbe maggiormente interessare in questo piccolo trattato è sicuramente Immanuel Kant, il quale dimostra come non esistano prove dell’esistenza del Dio Creatore ma ne esiste solamente un’accettazione soggettiva.

Sentendo questa affermazione ci viene d’istinto dire che i tempi sono cambiati perché ai tempi in cui l’Inquisizione regnava sovrana sarebbe immediatamente morto bruciato. Con Kant Dio è morto e per la stregoneria si aprono dei scenari ricchi di strategie, di nuovi percorsi atti a permettere alla libertà un nuovo fluire, senza più interruzioni, che tanto hanno minato il divenire della nostra specie.

Ma chi sono gli stregoni e le Streghe?La risposta è che sono semplicemente degli esseri umani che non accettano che la vita sia un processo di sottomissione ad un ipotetico Dio Creatore, ma vogliono che la vita sia ricerca di conoscenza, sapere e libertà, per rispondere poi ad un bisogno di eternità. Loro non si sottomettono ad un Dio Creatore perché essi stessi sono divini all’interno della propria specie.

La caccia alle Streghe ha origine dagli insegnamenti di un Dio biblico: “…non lascerai vivere colei che pratica la magia…” (dalla Bibbia). Chissà Gesù quando attraversa la Palestina che scopo ha? Lui parla di cacciare il demone dagli esseri umani, però non è che vuole distruggere il dio che cresce negli esseri umani? O distruggere la sua voglia di sapere e la forza che lo rende pari a lui.

I maghi e le streghe avevano un potere molto forte a quel tempo, perché parlavano con la natura, erano donne sapienti che conoscevano i segreti della natura e sapevano come usarla a fin di bene ma se occorreva potevano usare la loro sapienza anche per offendere. Per capire meglio alcuni passaggi per raggiungere la conoscenza non possiamo non parlare della “Maga di Endor”.

Lei si era rifugiata in una caverna per sfuggire alla persecuzione ordinata dal Re Saul che a quel tempo stava sterminando Streghe, Maghi e indovini. Lei era il rifugio di tutti coloro che dopo innumerevoli preghiere e suppliche rivolte al Signore, Lui non rispondeva e allora ecco che la Maga di Endor diveniva protagonista, accogliendo le richieste del popolo che bisognava di risposte, guarigioni e premonizioni.

Lo scontro tra Davide e Saul era a conclusione e i Filistei, dove si era rifugiato Davide, stavano per attaccare Saul. Quando Saul vide l’estensione degli accampamenti dei Filistei ebbe una gran paura (se ne parla nella Bibbia), e tutti i dubbi sull’esito della battaglia gli si insediarono nel cervello, tenendo conto che il valore di Davide come guerriero era leggenda.

Saul si rivolse al Signore, ma non ebbe risposta, non ebbe sogni rivelatori e neppure spiriti consiglieri che potessero dissipare le sue paure. A quel tempo andavano di moda i Profeti, che in questo caso potevano servire per dar luce su un futuro incerto, ma Samuele, il migliore all’epoca era morto e non ce ne erano altri in Israele.

Nella disperazione Saul chiese ai suoi servitori di cercare una donna che sapesse evocare gli spiriti per poter parlare con Samuele, cosa strana che pretese proprio una donna e non un uomo, comunque il solo nome che venne fatto al Re disperato fu quello della Maga di Endor.

Così il Re si tolse gli abiti regali e si vestì nella maniera più semplice possibile e si coprì il capo per non essere riconosciuto e partì. Quando giunse dalla maga si rese conto che non bastava un mantello per disorientare lo sguardo di chi sa vedere, la donna presto gli disse “…tu sai quello che Saul sta facendo a maghi e indovini…perché mi tenti un tranello per condannarmi a morte?”.

Saul le promise che se avrebbe evocato lo spirito di Samuele nulla e nessuno le avrebbe fatto del male. La donna evocò lo spirito che aveva l’aspetto di un vecchio avvolto in un mantello il quale disse: “…perché mi hai disturbato facendomi salire?” Saul rispose: “Sono in angoscia perché i Filistei mi fanno guerra e Dio si è ritirato da me, ti ho chiamato per sapere cosa devo fare”. Samuele rispose: “Il Signore ti strapperà il regno e lo darà a Davide, perché non gli hai ubbidito, il Signore darà anche Israele nelle mani dei Filistei e domani tu e i tuoi figli sarete con me”.

Saul cadde in terra esausto e senza forze, anche perché non mangiava da due giorni. La maga, nonostante la ferocia con cui Saul aveva perseguitato maghi e indovine, non si vendicò, anzi uccise uno dei suoi vitelli, impastò la farina con del lievito e pose davanti a Saul e i suoi servitoti pane e carne.

Dopo aver mangiato i tre uomini ripartirono. La Maga li guardò andar via, Lei che sapeva tutto, sfuggita alla persecuzione, Lei che aveva tratto dal mondo dei morti Samuele, Lei che sapeva che il giorno seguente i Filistei avrebbero sterminato l’esercito di Saul, sapeva che Saul avrebbe chiesto al suo scudiero di colpirlo al cuore per evitare che fosse finito nelle mani del nemico, ma che lo stesso avrebbe rifiutato e Saul allora si sarebbe gettato sulla propria spada, trafiggendosi.

I Filistei avrebbero trovato il cadavere del Re e lo avrebbero decapitato e appeso alle mura di Bet-San. Sapeva anche che uomini valorosi avrebbero preso il corpo del Re dalle mura, lo avrebbero bruciato e sepolto sotto le Tamerici, alberi da cui cade la manna, gli alberi che ospitano il vischio.

Alberi profetici, sotto le cui fronde dai fiori rosa ci si addormenta per essere visitati da sogni premonitori. Gli stessi alberi che crescevano accanto alla grotta della Maga di Endor. La domanda ora è: Quanti uomini si aggirarono intorno alla Maga di Endor nei tempi successivi? Con il suo volto indefinibile, la sua enigmatica figura padrona del “gesto magico” e terribile (perchè capace di evocare i defunti), percorse i secoli della Cristianità torturando la mente e la fede dei Padri della Chiesa, dei vescovi, teologi, dotti, santi, inquisitori, obbligati a leggere le Sacre Scritture, per niente persuasi che a una donna fosse lecito aver potere sul mondo dei morti. La cosa devastante era che questa donna possedeva delle doti soprannaturali e che fu celebrata dalle Sacre Scritture, quindi non da un libro qualsiasi ma proprio dal libro del Signore.

La paura dei Padri della Chiesa e che a tutte le donne nei secoli a venire e soprattutto quelle del popolo, veggenti, maghe, streghe e evocatrici di spiriti, si dovesse rispetto, se non addirittura venerazione, le stesse donne pagane che erano padrone della vita e della morte.

Questi quesiti turbavano i Padri della Chiesa e la Maga di Endor, con il suo sguardo oscuro proveniente dal passato, sfidava fortemente la base della Cristianità, la stessa Cristianità che considerava la donna un essere inferiore, lussuriosa, tentatrice dei sensi, terrigna, oscenamente sanguinante ogni mese, come dimenticare che fu alleata del Serpente, Satana nel giardino dell’Eden?

Gli Ebrei non furono per niente contrari a questo passo delle Sacre Scritture e lo stesso Origene, esegeta, indignato che il Signore avesse concesso ad una profetessa pagana di evocare i defunti e addirittura il profeta Samuele, dovette, suo malgrado accettare tale realtà. Non fu dello stesso avviso Sant’Eustazio che giudicò la Maga di Endor un’ossessa guidata dal Diavolo.

Sant’Agostino la considerò anche lui una donna posseduta dal Demonio, ma non respinse la possibilità di evocazione degli spiriti. Egli disse che Samuele non era altro che un inganno del Diavolo, demonio travestito da Samuele…ma non si poteva escludere del tutto la verità delle parole bibliche…insomma la Chiesa, attraverso i suoi filosofi, si gira la cosa a suo piacimento, mano mano che si va avanti nel tempo, a seconda della situazione storica e politica del momento.

Sant’Agostino ha raggiunto il massimo della sfrontataggine nel 1200 circa, perché definì diabolica ogni arte divinatoria, esclusa la rivelazione profetica. Detto in maniera spicciola: Solo all’interno della Cristianità (santi, beati, uomini di fede, eremiti) sono possibili visioni profetiche.

Ogni altra forma divinatoria è frutto malefico di un patto con il Diavolo. Quindi le Streghe sono povere donne possedute del demonio e gli uomini della fede invece potrebbero essere dei possibili Santi. Per questo vi rimando al mio libro “Schegge di Pensiero” dove nel capitolo “Streghe o Sante?” mi pongo dei quesiti importanti sul mondo dell’occulto e su quello della religione.

Cornelius Agrippa, un noto Alchimista tedesco, nel suo libro “De Occulta Philosophia”, scritto intorno al 1510, sostiene che l’anima dei morti per morte violenta o privi di sepoltura, vaga intorno al proprio corpo e rimane legata alla realtà terrena al punto da poter essere evocata da un negromante.

Dopo avere amato tanto la vita, la passione per la vita rimane ancorata al corpo, l’anima rifiuta di allontanarsi dal mondo dei vivi e ciò era già conosciuto da Virgilio e da Tertuliano del I secolo d.C. e anche da Porfirio, filosofo greco.

Agrippa poi si domanda perché la Chiesa mette tanto ardore nel proibire la Negromanzia se è solamente una stupidaggine da donne pazze, forse, in realtà, la negromanzia è veramente potente e soprattutto è una potenza esterna alla Chiesa.

Agrippa concluse che Samuele era appena morto ecco perché la Maga di Endor riuscì facilmente ad evocarlo. Quindi in pieno Rinascimento la Maga di Endor finisce di essere un’invasata dal Demonio, ma ridiventa Maga a tutti gli effetti.

Quindi la caccia alle Streghe e agli stregoni s’inquadra in una lotta più generale fra chi intende mettere in ginocchio gli esseri umani e chi invece intende prendere nelle proprie mani il proprio essere, formando un futuro di libertà ed uguaglianza.

La Chiesa sa che può imporre il proprio Dio solamente mediante violenza militare, coercizione sociale e tortura. Uno dei responsabili della repressione della Stregoneria e della distruzione del Paganesimo fu proprio Carlo Magno, con il suo “Canon Episcopi”, in cui si parla di Streghe che volano al seguito di Diana e di Erodiade.

La figura di Erodiade, in particolare, dobbiamo dire che è un’immagine abbastanza recente, rispetto a Diana, Essa era la moglie di Erode e madre di Salomè, colei che istigò la figlia a chiedere la testa di Giovanni Battista per la famosa danza che venne eseguita davanti al Re.

La leggenda poi cita che Erodiade, pentita della sua colpa, si chinò piangendo sul quel volto. Dalla bocca della testa mozzata uscì un vento fortissimo che sollevò Erodiade da terra e la spinse via, costringendola a vagare per tutti i secoli volando sotto il cielo notturno, così unì il suo volo a quello di Diana, la Dea della notte, Regina delle tenebre, Fata benefica.

La cosa che ci lascia un po’ perplessi è la combinazione di queste due figure, perché Erodiade, come viene descritta dai Vangeli, è un essere umano femminile, che cerca la libertà della sua specie, mentre Diana è una Dea, Fata, Regina degli Esseri Elementari, certo entrambe hanno il medesimo obbiettivo: La libertà dell’essere umano femminile.

Diana è il principio universale femminile che sostiene e alimenta quotidianamente la libertà del fare, mentre Erodiade voleva imporre il suo diritto all’esistenza contro la pulsione di morte di cui Giovanni Battista era l’artefice.

Ora non è effettivamente chiaro se l’assimilazione di queste due immagini fu fatta dalle stesse Streghe e Stregoni o se fu fatta dai Tribunali dell’Inquisizione, certo è che nel corso dei secoli , Diana e Erodiade, Dee notturne,unite in un’unica cavalcata percorsero insieme i cieli notturni; insieme visitarono case e banchettarono, insieme si spostavano per raggiungere i convegni dove incontrare le donne.

Il culto di Diana confluisce dalla Mitologia Greca dove troviamo il culto delle tre Parche, reggitrici del nostro destino e visitatrici di culle e di dimore. Diana era la manifestazione della Grande Dea, legata ai riti dell’abbondanza e della fertilità, signora della vegetazione, della Notte e della Luna e del Femminile per eccellenza.

In Francia veniva chiamata Abundia o Satia, in Germania Holla o Holda, nomi diversi ma che simboleggiavano un’unica Grande Dea, la quale veniva tenuta in vita da quelle stesse donne che l’Inquisizione aveva portato al rogo, le donne che con i loro riti, nei secoli, avevano celebrato occultamente il volere di questa Dea, in tutte le zone d’Europa, in special modo in quelle meno popolate, lontane dai centri del potere ecclesiastico.

Un cosa che in quest’ambito bisognerà chiarire che rispetto a quanto detto e scritto nei verbali dei Tribunali dell’Inquisizione, i convegni e i voli notturni di queste donne non avevano nulla di satanico, non si profanavano Ostie, non si adorava il Demonio, non si calpestava la croce, ma la maggioranza di quanto queste donne confessavano ai Tribunali lo facevano sotto tortura e alla fine cedevano e confessavano quello che gli stessi aguzzini volevano sentire dalle loro bocche per porre fine alla sofferenza.

Per chi ha visto il film “Il Nome della Rosa” o letto il relativo libro, Umberto Eco ha disegnato un abile quadretto dell’ultimo anelito di vita dell’Inquisizione, con tanto di confessioni strappate a donne e preti peccatori.

Certo se vogliano essere pignoli, possiamo dire che gli Inquisitori si trovarono di fronte a diverse credenze sui “voli notturni” che si erano intrecciate con le credenze dei voli notturni di Diana e un’altra credenza antichissima, tipicamente nordica, la famosa Masnada di Hellequin, che preannunciava sventura quando passava nel cielo notturno.

Per capire meglio la questione vi descriverò ciò che scrisse Orderino, monaco normanno vissuto nel XII secolo. In queste pagine egli descrive un racconto di un giovane monaco, che nella notte del 1/Gennaio/1091, tornando dalla visita a un malato sentì all’improvviso uno spaventoso rumore di ferraglia e di grida spaventose provenienti dal cielo.

Alzando gli occhi vide un orripilante schiera di defunti che procedevano veloci, sia a piedi sia a cavallo. Ad aprire la lugubre comitiva c’erano un’immensa truppa di defunti comuni, carichi come bestie dell’orrido fardello dei propri peccati, nel racconto si sottolinea che in questa schiera c’erano anche le donne che in vita vissero spudoratamente e che ora cavalcavano, per punizione delle selle incandescenti (quest’ultima affermazione è chiaramente un calcare la mano su un racconto che ha già del fantastico e decisamente deviato dalle credenze della Chiesa di quel secolo).

A seguire il monaco vide una seconda schiera costituita da un esercito di ecclesiastici, monaci, preti, missionari, vescovi, che indegnamente servivano Cristo, appropriandosi dei beni della Chiesa, dandosi al concubinato ed esercitando il potere secolare.

La Masnada si chiudeva con i cavalieri bardati di armi e armature, che cavalcavano destrieri neri che sputavano fuoco e che continuamente si infilavano tra loro per scontare quello che in vita aveva percorso.

Il monaco capì che si trattava della Masnada di Hellequin, ma Orderico si servì di tale racconto per tratteggiare quelli che erano i tre ceti sociali dell’epoca feudale (Plebe, Clero e Nobili), descrivendo le pene che avrebbero avuto dopo la morte per scontare quello che impunemente avevano commesso in vita; un chiaro suggerimento per seguire delle norme di moralità sia individuali che sociali, nel fare ciò si è servito della Masnada confondendo ancor di più i pensieri del popolo riguardo ai “voli notturni”.
Ma prima delle Streghe la Chiesa perseguitò gli Eretici, gli Ebrei e i Lebbrosi…certo mi chiedo la bontà del Dio dei Cristiani dove era andata a finire in questi frangenti, forse bisognerà cominciare a parlare del Dio dall’animo umano…ma questa è un’altra storia di cui vi parlerò nel mio prossimo libro “Schegge di pensiero 3″.

Il problema che sta alla base di tutte queste atrocità è comunque la guerra fatta alla conoscenza e al sapere. Secondo la Chiesa il Popolo deve vivere nell’ignoranza ed alcuni personaggi che si ergono come “fari” del sapere sono comunque nocivi e possono fomentare le folle e spingerle ad inveire verso la Madre Chiesa.

Io personalmente penso che questo sia giusto a metà, ossia la Chiesa in questi secoli ha drogato la maggioranza della popolazione con il suo credo e con le sue assurde prediche, ma era necessario!

Era giusto sedare il popolo per non permettergli di sconfinare nell’Anarchia, nella vita lasciva guidata nell’adorazione del “Vello d’Oro”, come possiamo ricordare nel racconto di Mosè quando ridiscese la montagna sacra con le tavole della legge…ricordate?

Bene questo è il popolo ignorante, il popolo che ha bisogno di una guida, una guida forte, a volta anche crudele, ma necessaria per un quieto vivere e un percorso senza falsi messaggi o falsi profeti.

La Chiesa ci ha garantito per secoli questa continuità, ha soppresso la verità, ma ha permesso alla razza umana di proseguire il suo cammino in maniera ortodossa.

Certo la verità è stata completamente insabbiata per la maggior parte degli uomini, ma fortunatamente pochi “eletti” hanno seguito gli insegnamenti della Grande Dea ed hanno conservato tali insegnamenti, taluni scienziati e filosofi hanno perseguito i loro studi ed hanno capito le verità nascoste della vita sulla terra, hanno capito i segreti della vita e come questo piccolo e misero pianeta abbia iniziato il suo cammino come minuscolo granello imprigionato nei segreti del cosmo infinito.

Alcuni sono nascosti tra noi e soprattutto si sono abilmente nascosti alla “giustizia” di questa Chiesa e conservano segreti ben più grandi di quelli che possano minimamente immaginare i piccoli umani ignoranti, dalla vita grigia e canonica.

Ma credetemi, è giusto così! Il mondo vive seguendo determinate regole, e probabilmente noi siamo dei minuscoli ingranaggi di un “progetto” ben più grande di quello che lo stesso “Dio” pensava di esserne l’artefice…e ho messo il suo nome tra virgolette perché probabilmente la parola Dio deve cambiare significato in questo momento in cui la “Verità” è oramai vicina, dove è vicino il momento in cui tutti gli uomini sapranno crudamente perché stiamo vivendo su questo pianeta, in questo preciso momento storico, con le congiunzioni planetarie che si stanno allineando seguendo dei precisi schemi…Ma anche di questo mi riserverò di parlarne nel mio prossimo mio libro “Schegge di Pensiero 2″.

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